Come correre tecnicamente in modo corretto, per risparmiare tempo e fatica nella corsa di lunga distanza
LA TECNICA FONDAMENTALE DELLA CORSA
I movimenti della corsa sono provocati da una combinazione di corsa interna ed esterna. La prima è la forza muscolare, che agisce contro la resistenza del suolo e la resistenza dovuta alla viscosità dei muscoli, le tensioni dei fasci, dei legamenti, dei tendini, ecc. La seconda è la forza di gravità, che agisce contro la resistenza dell’aria e la forza di reazione esercitata dal suolo sul piede del podista.
L’azione tecnica delle gambe nella corsa
Per ciascun corridore esiste una lunghezza massima di passo, dipendente della lunghezza delle gambe, dall’elasticità e della forza dei muscoli e dell’elasticità delle articolazioni. Sebbene per il corridore di medie distanze, sia antieconomica un’azione a ginocchia alte (come un velocista), d’altra parte, la lunghezza del passo richiede che l’azione non sia eccessivamente bassa. Forse l’errore più comune che commettono i giovani corridori è quello di cercare di allungare il passo mediante un’estensione della gamba quando è in posizione arretrata. Questa azione equivale ad una corsa “a balzi” (overs-triding) che, oltre ad essere più faticosa, è anche meno efficace. L’oscillazione della gamba “dietro – in basso” dev’essere più naturale possibile.
L’azione delle spalle e delle braccia nella corsa
La parte superiore del corpo si muove aritmicamente in opposizione ai movimenti delle gambe. Nella corsa sulle medie distanze, la reazione alle componenti orizzontale e verticale della gamba eccentrica può essere bilanciata da:
- un movimento unitario di spalle e braccia, senza che avvenga cioè una rotazione delle seconde sulle prime. Come esempio Zatopek.
- più comunemente, da una combinazione delle azioni precedenti e una vigorosa azione di braccia tipo sprinter (cioè rotazione delle spalle intorno al tronco e rotazione delle braccia intorno alle spalle).
Nelle distanze lunghe, l'azione meno energica delle gambe determina un'assorbimento maggiore, da parte del tronco, della reazione prodotta; quindi l'azione delle braccia è necessariamente meno intensa. Effetto evidente è un certo aumento della rotazione delle spalle.
La posizione del tronco e della testa nella corsa
"In una corretta azione di corsa, i momenti delle componenti orizzontale e verticale devono risultare uguali intorno al centro di gravità del corridore". Nelle corse di media distanza, la posizione del tronco deve essere eretta, poiché la velocità di corsa è pressochè costante per tutta la gara. Quando invece si ha un'accelerazione, la componente orizzontale viene a modificarsi e l'atleta è costretto ad effettuare una rapida e leggera inclinazione del busto in avanti. In ogni caso, la testa deve essere mantenuta allineata al tronco poiché, ogni modificazione può causare notevoli effetti negativi nelle altre parti del corpo. Un esempio del genere si può osservare di frequente all'arrivo di gare "tirate" in cui l'atleta, nello sforzo finale, getta indietro il capo, provocando in tal modo non un aumento di velocità ma, al contrario, un accorciamento del passo.


